Terza dose del vaccino anti covid. Necessaria. E ogni volta si fanno nuove esperienze. Se ne sentono di tutti i colori nei centri vaccinali, ma soprattutto hai modo di consolidare i tuoi convincimenti.

C’era un medico donna che aveva fretta. Solo quella. Sarà stata stanca, nulla da obiettare. Ma quante volte sono stata stanca io mentre lavoravo? E non guardavo l’orologio continuamente e ho prestato ore e ore in più senza che mi venissero retribuite, dedicandomi a tutti con la stessa dedizione della mattina. Ma lei aveva fretta. Ha guardato frettolosamente e con distacco, me e il foglio da me compilato e mi ha chiesto se avessi allergie. Ho risposto a malapena. Poi ho smesso di ascoltarla, perché si, avrei dovuto dire che sono allergica alle persone come lei.

“Ma cosa c’è che non va? Ha paura?”

“Si”

“Ah, ecco”

Ma ecco che cosa? Niente niente che ti andrai vantando pure che capisci al volo le persone che ti stanno davanti?

Certamente che ho paura, ma non del vaccino: di quelli come te, e del fatto che ce ne siete troppi, purtroppo.

Ma il vaccino non mi ha dato solo la sfortuna di conoscere lei. Tornata a casa stavo benino. Il giorno dopo non più. Soffro di fibromialgia e i miei dolori erano devastanti. Ma quello che voglio testimoniare qui, è che per un giorno, un giorno solo, ho fatto prove tecniche di essere normale. Io, diversamente sana, invisibile e considerata per tanti anni malata immaginaria, emicranica mai. Io, per un giorno ho assaporato cosa voglia dire “mal di testa”. No, non attacco emicranico, attenzione, mal di testa e basta.

Ecco, per un giorno ho capito cosa vogliano dire i comuni mortali quando affermano che si sentono la testa che si spacca in due.

Se vi capiterà, cari amici emicranici, di provare questa sensazione, avrete nella vita l’opportunità di districarvi meglio nel mondo della vostra sofferenza. Voi stessi la rispetterete di più e comprenderete che se lottassimo di più per fare valere i nostri diritti, se facessimo sentire di più la nostra voce, se non ci facessimo sopraffare da atteggiamenti sbagliati nei nostri confronti, forse le cose andrebbero meglio.

By Vicky