Gli anticorpi monoclonali contro il peptide correlato al gene della calcitonina sono stati introdotti  nel 2018 come farmaci efficaci e con scarsi effetti collaterali. Purtroppo, gli studi di fase 3, come spesso avviene con i nuovi farmaci e gli anticorpi monoclonali,  non hanno riportato i numerosi effetti collaterali che sono stati segnali dalla loro introduzione.   Nella revisione letteraria di  Lawrence Robbins (2022) emerge che nel foglietto illustrativo vi sono solo pochi eventi avversi, occorre infatti del tempo per mettere insieme tutti i vari effetti collaterali. Se dal lancio dei 4 anticorpi si valuta quanto riportato sul sito della FDA (ente americano approvazione farmaci , gli studi pubblicati, l’esperienza dei medici prescrittori,  le segnalazioni dei pazienti sui social e le lettere dei vari pazienti – continua Robbins – si arriva nel 2022 a  circa 50.000 effetti collaterali segnali , di cui 7000 seri ( necessità di ricovero o pericolo di vita). Questi numeri, in poco più di tre anni sono equivalenti a quanto segnalato per la tossina botulinica-A in 30 anni. L’erenumab sembra avere maggiori segnalazioni di eventi avversi ma è il primo anticorpo commercializzato: alcuni studi parlano del 33% di soggetti che non continuano l’anticorpo per effetti collaterali, il 49% dei pazienti segnalano un evento avverso non grave nei primi tre mesi di trattamento.

Attualmente, secondo Robbins, se si elencano i principali  effetti collaterali degli anticorpi monoclonali si riscontrano: stipsi, reazione nel luogo di iniezione, dolori articolari, ansia, dolori muscolari o crampi, ipertensione arteriosa, o peggioramento di una ipertensione preesistente, nausea, rash cutanei, fatica, depressione, insonnia, alopecia, tachicardia e tachiartimia, ictus, angina, infarto miocardio, calo o incremento ponderale, irritabilità e disfunzioni sessuali.

Nella pratica quotidiana è condivisibile l’esperienza di Robbins che gli anticorpi monoclonali vanno prescritti solo dopo che tutti gli altri farmaci preventivi, in monoterapia o in politersapia, con minori effetti collaterali, si siano dimostrati inefficaci. Pertanto l’uso di integratori (magnesio, riboflavina o coenzima Q) di  altri farmaci tradizionali (amitriptilina, beta bloccanti, topiramato, valproato, bloccanti angitensina IIì) e la tossina botulinica, che vengono somministrati da 30 anni, ha evidenziato una efficacia nel paziente emicranico. Attualmente la terapia preventiva con i nuovi gepanti (rimegepant and atogepant) sembra avere minori effeti collaterali degli anticorpi monoclonali, a e minori controindicazioni anche se i dati sono ancora preliminari.

In conclusione, gli anticorpi monoclonali sono stati una svolta incredibile per molti pazienti emicranici resistenti alle terapie farmacologiche ma a oggi non abbiamo ancore idee chiare su quali possano essere le conseguenze a lungo termine del blocco dei recettori CGRP e quindi, come avevamo segnalato in passato (https://www.medicinadellecefalee.it/qualche-dubbio-ce-l-ho/), bisogna procedere con cautela.

Lucignolo